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Native Advertising: i formati standard IAB

Il native advertising ha portato una ventata di novità alla pubblicità online, in particolar modo sui formati display.

Per contribuire a fare chiarezza a livello internazionale sui vari formati a disposizione dei marketers, IAB ha coinvolto oltre 100 aziende nell’attività di una task force dedicata con l’obiettivo di sviluppare il Native Advertising Playbook: meglio un documento-quadro di riferimento che consenta al settore di parlare un linguaggio comune sul tema.

In particolare, UpStory è stata invitata al tavolo di lavoro dello IAB insieme ai principali player italiani del native advertising proprio per discutere degli standard proposti e definire le attività di comunicazione ed educazione verso il mercato.

I risultati di questo lavoro sono stati pubblicati da IAB Italia nel documento Native Advertising: the Art of Making.

I partecipanti hanno discusso a lungo dei numerosi formati adv proposti come “nativi” e hanno così classificato gli annunci nativi in sei categorie, ciascuno dei quali viene caratterizzato anche dalle specifiche formule utilizzate per rendere trasparente l’annuncio agli occhi degli utenti.

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In-feed Ads

Questa tipologia di annuncio assume la forma del feed di contenuti presente su un sito e una funzione correlata al contenuto promosso. Indipendentemente dal formato del feed (ad esempio: lista, griglia o carosello) l’annuncio risulta essere perfettamente inserito nel contesto, apparendo identico agli altri contenuti presenti nel feed. Un esempio classico è quello di Facebook, che mostra annunci nativi nel suo stream con la stessa forma e dimensione degli altri contenuti social.

Recommendation widgets

I recommendation widgets sono una forma di pubblicità native nella quale il link di un annuncio o di un contenuto a pagamento viene eseguito attraverso un “widget”. Il tipico recommendation widget è integrato nella struttura editoriale principale della pagina e non imita l’aspetto del feed dei contenuti editoriali. Ha un link a una pagina al di fuori del sito, ma non viene venduto con posizionamento garantito e si misura con metriche di brand come interazione e brand lift.

Paid Search Ads

E’ il formato tipico dei motori di ricerca come Google, Yahoo!, Bing o Ask.com, e assume forma identica agli altri risultati non sponsorizzati. Gli elementi mostrati sono linkati a siti o contenuti esterni al motore di ricerca.

Questo tipo di annuncio è venduto con posizionamento garantito in modo che l’acquirente sa esattamente quale sarà il contesto circostante ed è misurato con metriche di conversione come un acquisto.

Promoted listings

Sono inseriti nativamente in siti e app non editoriali, che mostrano liste di prodotti/servizi (ad esempio, i siti e-commerce come Amazon) o di luoghi (come Yelp e Foursquare). Nell’annuncio venduto solitamente attraverso negoziazione diretta, è rappresentato il prodotto o l’elemento listato, collegato ad esso attraverso un link.

In-Ad

E’ un annuncio contenuto in un formato IAB Standard posto al di fuori della griglia editoriale, ma che contiene al suo interno un contenuto relativo al sito nel quale è inserito. Un esempio è un banner che promuover ricette sponsorizzate pubblicate all’interno di un sito che parla di cucina.

Custom / can’t be contained

E’ la categoria più creativa e ricca di innovazioni, che sfugge alle classificazioni precedenti definite dallo IAB. All’interno di queste figurano, ad esempio, le sponsored playlist di Spotify, oltre ad alcuni prodotti editoriali ad hoc che contengono specifici mix di contenuti e advertising.

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