native advertising

Benvenuti nella Native Revolution: perché il Native Advertising è la nuova pubblicità

Dal primo banner in poi, il display advertising è stato un protagonista indiscusso della pubblicità online, sia su desktop che su mobile.

Spinti dall’esigenza da un lato di monetizzare i siti web, dall’altro di incrementare la visibilità dei brand, abbiamo saturato tutti gli spazi possibili, generando una pessima esperienza utente e rendendo il consumatore quasi “immune” all’annuncio pubblicitario.

Engagement Rate, Click-Through-Rate e Interaction Rate sono in calo costante; studi sulla viewability ci dicono che la metà dei banner non viene nemmeno visto, nonostante sia conteggiato come impression (la cosiddetta “banner blindness”); il traffico mobile, sebbene in crescita costante, non riesce ad essere adeguatamente monetizzato. La recente esplosione degli AdBlock rischia di dare il colpo di grazia finale a questo modello di advertising che sembra non essere più in sintonia con i tempi attuali.

Il risultato? Editori e publisher online ricavano sempre meno dalle loro pagine, mentre i Brand faticano ad ottenere quell’attenzione necessaria per comunicare al meglio i propri messaggi.

Nel frattempo però qualcosa è cambiato.

  • La rivoluzione dei contenuti: i branded content (ovvero contenuti realizzati dalle aziende) e lo storytelling sono sempre più utilizzati come strumento pubblicitario innovativo, per comunicare in maniera più vicina, utile per l’utente, coinvolgente
  • La rivoluzione del contesto: i Social Network e la crescita incredibile del mobile hanno abituato l’utente a una navigazione verticale e a un flusso continuo di contenuti. Facebook, Twitter e gli altri social network hanno compreso prima di altri la necessità di far evolvere il display advertising in un modello pubblicitario più rispettoso per l’utente, che integri perfettamente gli annunci nel contesto editoriale in cui sono inseriti, senza interrompere la navigazione. Grazie a questa intuizione, oggi Facebook genera due terzi dei suoi ricavi da mobile

Contenuti rilevanti, forma e funzione degli annunci coerenti con il contesto, esperienza utente migliorata: questo è il native advertising.

Per risolvere la crisi del display advertising quindi basta fare ciò che hanno fatto Facebook e gli altri social network: cambiare il modo in cui facciamo pubblicità.

Il Native porta vantaggi a tutti:

  • Ai brand, che possono coinvolgere al meglio il proprio pubblico, fornendo maggiore valore e generando maggiore engagement
  • Agli editori online, che possono monetizzare al meglio la propria audience (in particolare quella mobile)
  • Agli utenti, che possono godere di un’esperienza pubblicitaria che non interrompe la loro navigazione

Tutto ciò oggi è possibile.

In questo blog vi accompagneremo in un viaggio dove scopriremo tutte le declinazioni e i vantaggi di quella che possiamo definire la nuova pubblicità online.

Native is the new advertising. Go Native!

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