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La soluzione LEAN di IAB per combattere l’Ad Blocking

Nel suo nuovo report di 47 pagine dedicato all’Ad Blocking, IAB evidenzia non solo le cause, ma anche tutte le possibili soluzioni per affrontare con successo questa minaccia alle strategie di monetizzazione degli advertiser e dei publisher.

Nella ricerca si evidenzia che ad oggi il 26% degli utenti utilizza Ad Block sui propri computer: si tratta tendenzialmente di uomini nella fascia d’età tra i 18 e i 44 anni, e il 15% di loro blocca le pubblicità anche sullo smartphone.

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Nel suo report IAB evidenzia in modo particolare i motivi che spingono gli utenti a non utilizzare più Ad Block: il 20% di loro è stato spinto a farlo dai messaggi che invitano l’utente a disattivare questa funzionalità per poter accedere ai contenuti pubblicati sui siti web.

Tra le criticità che IAB evidenzia nell’advertising online figura anche la loro incidenza nel tempo di caricamento delle pagine e le relative conseguenze nella esperienza di fruizione dei contenuti online. In particolare, il caricamento della pubblicità online viene percepito come più lento sui siti che ospitano pubblicità multiple distribuite attraverso diversi formati (compresi i rich media), e che si evidenziano di più per la netta separazione dei loro contenuti rispetto a quelli presenti sul sito.

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La velocità di caricamento delle pagine, il fastidio provato dall’utente nel visualizzare annunci di remarketing percepiti come lesivi della propria privacy, e l’invasività dell’advertising si confermano essere i dei motivi principali dell’adozione di Ad Block anche su mobile.

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In ogni caso, IAB evidenzia che non tutti gli annunci pubblicitari sono percepiti in modo negativo dagli utenti. I formati nativi in particolare, che per la loro stessa natura non ostacolano l’esperienza di fruizione dei contenuti da parte dell’utente, sono percepiti in modo positivo.

Se i formati nativi sono quelli più apprezzati dagli utenti, i più detestati si confermano essere i seguenti:

  • Annunci che bloccano la fruizione dei contenuti;
  • Annunci video troppo lunghi, imposti prima della visione di un filmato;
  • Annunci che non visualizzano immediatamente il tasto “skip” per chiuderli.

Per disinnescare il problema dell’Ad Block, IAB propone un approccio LEAN basato su 4 fattori:

  1. Limitare le dimensioni del file dell’annuncio per velocizzarne il caricamento;
  2. Elevare gli standard di sicurezza contro il rischio di virus e malware
  3. Abilitare gli utenti a consentire o meno l’acquisizione dei dati per la visualizzazione di annunci targetizzati;
  4. Non invasività: eliminare gli annunci che bloccano, nascondo o penalizzano la fruizione dei contenuti.

Questo tipo di approccio è stato sperimentato su un esteso panel di persone, che comprende sia gli utenti di Ad Block che i potenziali utilizzatori, con risultati molto interessanti evidenziati in questa slide.

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Alla luce dei test effettuati, IAB raccomanda quattro specifiche linee guida lasciare agli utenti un maggiore controllo della propria esperienza di fruizione dei contenuti in questo modo:

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In particolare, si tratta di:

  • Far comparire i pulsanti di “skip” sugli annunci video dopo pochi secondi di visualizzazione dell’annuncio;
  • Garantire la user experience dell’utente evitando contenuti invasivi;
  • Garantire la sicurezza delle piattaforme che ospitano gli annunci;
  • Proporre messaggi agli utenti che usano AdBlock che presentano l’invito a disattivarlo o, in alternativa, bloccare il contenuto del sito nel caso in cui esso permanga attivo.

 

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